domenica 13 dicembre 2015

Coaching! Il manager allenatore. (IV post) Il coach ..il suo stile e lo stile del proprio gruppo!


Coaching! Il manager allenatore.

(IV post)  Il coach ..il suo stile e lo stile del proprio gruppo!

Seppure il concetto di coaching incomincia ad essere familiare resta ancora una cosa da chiarire in via preliminare……lo stile del coach e ancor di più lo stile della squadra!

Come il coach mette in atto la coniugazione dei verbi del coaching

Guidare

        Istruire

                Formare

                        Facilitare

                               Motivare

                                       Aiutare a crescere
        
                                                       Sostenere la crescita ?

              
Direi  che  il  tutto  passa attraverso  una  corretta  analisi  della  propria auto-valutazione e poi……curati gli aspetti deficitari….ritrovare se stessi, la voglia di essere un componente attivo del gruppo, il desiderio di dimostrare a se stessi ed agli altri i propri valori …sia dal punto di vista lavorativo che…personali.

Il coaching non è solo una tecnica di leadership ma anche una tecnica di vita!
Un coach è tale sul lavoro,  in famiglia e …con se stesso!

Vi sorprende tale affermazione?

Abbiamo visto i verbi del coaching e vi sembra strano applicarli a se stessi?
Credo di no basta rivolgerli alla propria crescita personale!
Strano da applicarsi alla famiglia?
Provate a declinarli pensando alla normale attività genitoriale!
Non entriamo nel dettaglio di una vita in due! Quanto avremmo bisogno (entrambi gli elementi della coppia) di alternarsi nella declinazione degli stessi verbi!
Tutto questo per dire cosa?!?
Che se riusciamo a trovare utile, lodevole, necessario e condividiamo questo ampio spettro di applicazione del coaching impariamo che tale atteggiamento ci facilita enormemente!
Non abbiamo bisogno di indossare una maschera a seconda del ruolo che dobbiamo giocare…capo…compagno di vita… genitore… perché no, amico…. ma possiamo esprimere liberamente le nostre potenzialità concentrandoci sugli obiettivi …. tanto come realizzarli è un fatto di stile…pardon ....VITA!

Ok!Ok! Un attimo di respiro! Provate a leggere quello che ho appena affermato tutto di un fiato, chiudete occhi, orecchie, naso e respiratene mentalmente il senso!

Coaching non è un modo per prendere per i fondelli i Vs. collaboratori, non è un modo per raggiugere un obiettivo attraverso la spremitura degli altri è


prendersi la responsabilità di guidare se stessi e gli altri a dare il meglio di se!


Acc….!  Dura?!?

Per niente!   E’ un abito mentale sartoriale, si fa fatica a cucire ma poi….veste a pennello!

Dicevamo lo stile! Ognuno lo trova da se, scavandolo dagli atteggiamenti che vorreste siano tenuti nei vostri confronti, ricavandoli da un misto di buona educazione, compassione e comunione di intenti ma senza perdere di vista gli elementi ai quali applicare tutto ciò.

Quando sei un coach
1)   Sai comunicare

Presento in modo pieno e chiaro ai miei collaboratori i dettagli della loro mansione?

Spiego con esattezza cosa mi aspetto dall’esercizio della loro mansione?  ( risultati presumibili, target minimi/necessari, tempi e modi….)

2)   Sai essere competente

Espongo con chiarezza qual’ è il loro lavoro e come e dove si inserisce nel contesto globale del processo che li riguarda facendoli sentire degna componente di un meccanismo complesso che ha bisogno di loro e dei loro risultati?

3)   Sai stabilire gli obiettivi

Definisco, con il loro aiuto, obiettivi misurabili e realistici?

4)   Li sai misurare

Di questi obiettivi offro un sistematico riscontro?

5)   Sai generare entusiasmo

Stimolo adeguatamente i miei collaboratori affinché diano il meglio di se?

6)   Sai ascoltare

Ascolto con attenzione le loro ragioni e prendo gli opportuni provvedimenti?

7)   Sai insegnare la solidarietà di gruppo

Stimolo a sufficienza il lavoro di gruppo e la mutua assistenza nelle difficoltà lavorative?

8)   Sai essere creativo e sai far sviluppare la creatività

Stimolo sufficientemente la loro creatività e provvedo a concretizzarla con le iniziative necessarie tralasciando la critica e le osservazioni critiche su qualche idea eccessivamente……ardita?

9)   Sai riconoscere e sai dar merito alle qualità altrui

Mi congratulo per i loro successi in maniera piena e entusiasta?

10) Sai comprendere ed aiutare

Quando il collaboratore non raggiunge i risultati attesi propongo un’analisi costruttiva ed un piano di recupero condiviso?

Sai prima di tutto essere un componente di una squadra che sa lasciare da parte l’individualismo e sa prendere la guida del gioco! Senza narcisismo o autocompiacimento ma con il desiderio primo di auto-migliorarsi e di trascinare TUTTA LA SQUADRA verso il miglioramento!

Ho sentito una vocina che ha detto  ACC……!

Signori e signore chi ha mai detto che è facile?
Chi ha mai avuto la presunzione di dire che questi post siano la guida al raggiungimento di tale obiettivo?
Io vi prego di sopportare queste riflessioni e…. se le condividete …..orientatevi verso questo modo di pensare!
Per ogni punto sopra esposto ci vuole applicazione, crescita, studio sia di comportamento che di ricerca culturale….ci vuole una grande volontà di esprimere potenzialità superiori alla media. Deve esserci il desiderio di essere migliori …non di altri ….ma di se stessi!


Lo stile del coach e della squadra?
E’ solo la modalità che scegliete per esprimere i punti sopra elencati!


Il coaching non ha un modus operandi unico per tutte le persone e per tutte le latitudini! Il coaching risponde ai requisiti che ho provato ad elencare ed a quelli che vi sembrerà giusto integrare e migliorare!
Il Coaching è:

        rispetto per gli altri

                 stima di se stessi

                        desiderio di aiutare gli altri a migliorarsi

                                       imperativo di migliorare se stessi! 


Alla prossima!


( Post non didattici ma espressione di esperienza lavorativa ultra-trentennale di lavoro, scritti e divulgati da persona non professionista della divulgazione  ne dell'insegnamento. Hanno titolo di opinione personale maturata sul "campo" )


mercoledì 9 dicembre 2015

Coaching! Il manager allenatore (III post) Il coach ….?


Coaching!  Il manager allenatore


(III post)  Il coach ….?





Qualcuno dopo il mio ultimo post si aspettava forse un post sulla valutazione della squadra! Ma io penso al Coach come ad un allenatore ma anche come ad un giocatore!

Allora parlo del Coach come l’allenatore in campo!

E’ uno della squadra che, alla fine, è considerato quello che ha il diritto di guidare il gioco perché tutti lo sanno che è così che deve essere! (Qualcuno “rosicherà” sempre ma … non credete che rosicheranno tutti se  non merita di esserlo ed è un imbecille amico del capo?)
Il Coach non valuta i propri giocatori li conosce, ne riconosce pregi e difetti, e tende a esaltarne i pregi per renderli utili al gruppo, interloquisce con il proprio giocatore e lo aiuta a migliorare ciò su cui è carente, ha la sensibilità di porlo nel ruolo giusto e non sempre in quello … necessario.

Diciamoci un paio di cose….

In una organizzazione qualcuno deve fare il lavoro sporco…quello noioso…quello che gli altri non vogliono fare….è da sempre così! Ed allora che cosa succede?
In momenti diversi e per motivi diversi si assegnano persone a lavori con scelte legate alle necessità del momento! E quindi?
Eccoti qui…….! Persone represse! Incazzate! Che vogliono fare sempre lavori diversi da quelli che fanno e son …dolori!

Proviamo a cambiare l’ordine delle cose!





Il coach cerca di interpretare i talenti e le aspirazioni dei propri collaboratori li avvicina al loro sentire, ne mitiga con ragionevolezza le pretese esagerate e li guida verso le tendenze più vicine al loro sentire!
Dopo tutto questo rimarrà lo stesso il lavoro che nessuno vuol fare?      

Bene !

Lo fa in prima persona!

Ricordate quando affermavo che la stima dei propri uomini si ottiene dando l’esempio?   Come far capire la necessità di un lavoro in un contesto generale? Se è necessario e nessuno lo vuol fare…

Lo faccio io e dopo di me a, turno, ……. tutti!

Quando si convive in una casa studenti si dividono i turni per le pulizie e come al solito nessuno vuol pulire la sala da bagno e men che meno i pezzi…igienici! Beh… ci siamo capiti! Alla fine come si chiude il cerchio? Con i turni! Poi si sviluppa uno strano mercato nero! Quello che ha più stomaco duro si accolla il turno di un altro in cambio di una contropartita e si sviluppa così un’auto gestione del problema grazie ad una fitta rete di connessioni di scambi e di favori! (Se la conclusione è che nessuno li pulisce si rimane tutti nella…non parliamo più di una squadra ma di un fallimento! Un’azienda che vivesse in questo spirito avrebbe bisogno urgente di un buon Coach!)

Cosa c’entra questo esempio con tutto il resto?

Meditate gente meditate…   (ops! Parole di altri)

Perdonatemi l’apparente leggerezza di questo post ma vi prego di credermi niente in questo post è leggero! Ciò che pesa nei concetti che voglio esprimere sono le seguenti considerazioni

  • Il Coach allena! Non giudica ... non valuta….riconosce le carenze e aiuta a superarle!
  • Il Coach scopre talenti e li esalta e fa in modo che ognuno insegui il proprio talento!
  • Il Coach non impone ( questa è dura) …..da l’esempio! E insegna a tutti che si deve fare non solo quello che ci piace ma anche quello che si deve e se quello che si deve pesa…..allora lo si fa insieme … così pesa di meno!




Se incominciamo ad entrare nello spirito strano di questo Coaching fatto in casa aspettatevi delle riflessioni sul cosa deve fare un Coach nel prossimo post!

Alla prossima!


( Post non didattici ma espressione di esperienza lavorativa ultra-trentennale di lavoro, scritti e divulgati da persona non professionista della divulgazione  ne dell'insegnamento. Hanno titolo di opinione personale maturata sul "campo" )


martedì 8 dicembre 2015

Coaching! Il manager allenatore (II post) Il coach si auto-valuta.


  Coaching!  Il manager allenatore



(II post)  Il coach si auto-valuta.


Un coach che sia all'altezza del proprio compito ha il dovere di valutare il proprio livello di competenza.  Fotografa con onestà i propri limiti e ci lavora con serietà, impegno e dedizione. Non si insegna agli altri quello che non si sa fare ….
E' vendere fumo! 
Ancor più grave è se un collaboratore agitando le mani e spazzando la nuvola di fumo ci coglie in…braghe di tela!
Anche qui una riflessione….non si deve essere perfetti …si deve essere consapevoli dei propri limiti, accettarli e, per quanto possibile, superarli…e poi…                       
A proposito se si hanno dei limiti (tutti ne abbiamo) ricordiamo di non pretendere dagli altri la perfezione…   un coach chiede ai suoi uomini di fare del loro meglio… di dare tutto quello che hanno… e perché no…  fare in modo che lo diano con entusiasmo e….lo diano insieme!



Elementi di auto-valutazione

  • Presento in modo pieno e chiaro ai miei collaboratori i dettagli della loro mansione?
  • Spiego con esattezza cosa mi aspetto dall'esercizio della loro mansione?  (risultati presumibili, target minimi/necessari, tempi e modi….)
  • Espongo con chiarezza qual’ è il loro lavoro e come e dove si inserisce nel contesto globale del processo che li riguarda facendoli sentire degna componente di un meccanismo complesso che ha bisogno di loro e dei loro risultati?
  • Definisco, con il loro aiuto, obiettivi misurabili e realistici?
  • Di questi obiettivi offro un sistematico riscontro?
  • Stimolo adeguatamente i miei collaboratori affinché diano il meglio di se?
  • Ascolto con attenzione le loro ragioni e prendo gli opportuni provvedimenti?
  • Stimolo a sufficienza il lavoro di gruppo e la mutua  assistenza nelle difficoltà  lavorative?
  • Stimolo   sufficientemente  la  loro  creatività  e  provvedo a concretizzarla con le iniziative necessarie tralasciando la critica e le osservazioni critiche su qualche idea eccessivamente……ardita?
  • Mi congratulo per i loro successi in maniera piena e entusiasta?
  • Quando il collaboratore non raggiunge i risultati attesi propongo un’analisi costruttiva ed un piano di recupero condiviso?

In un manuale che si rispetti probabilmente si proporrebbe una tabella valutativa e un’analisi dei risultati….. io preferisco credere che questo mestiere non sia fatto di pagelle e di numeri ma di concetti….Ognuno di noi ponendosi queste domande con seria onestà potrà individuare le proprie deficienze e provare a porvi rimedio.

Un’ultima osservazione un coach ha il rispetto dei propri uomini quando è sempre un passo avanti a loro, insegna un lavoro che ha fatto prima lui o che impara a fare insieme a loro o che ha contestualizzato in modo chiaro ( lo so fare, quando lo imparo con te lo faccio alla pari se non meglio, se non ho il tempo o non serve che lo sappia fare so organizzarlo e ne riconosco il valore, la necessità e l’esatta collocazione nei processi), da l’esempio su tutto…concentrazione, applicazione, dedizione……

Non si può pretendere dagli altri quello che in prima persona non si è capaci di dare.

Se avrete voglia e pazienza vi verrò a “sfruguliare” presto con un nuovo post.


Alla prossima!

( Post non didattici ma espressione di esperienza lavorativa ultra-trentennale di lavoro, scritti e divulgati da persona non professionista della divulgazione  ne dell'insegnamento. Hanno titolo di opinione personale maturata sul "campo" )



sabato 5 dicembre 2015

Coaching! Il manager allenatore (I post) Perché coaching?


Coaching!    Il manager allenatore


(I post)  Perché coaching?



Il coaching per un manager è “necessità”!

·        Di creare contatto con i propri collaboratori e sostenerne la crescita

·        Migliorare la qualità e quantità del lavoro e dell’ambiente lavorativo

·        Migliorare la risoluzione dei problemi ed accrescere la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati

Questa è didattica del coaching … ed è tutto vero …ma c’è dell’altro!


Sembra prevalere di recente una logica di leader dispotico, terrorista, intimidatore. 
Pronto a vendicarsi di qualsiasi peccato di “lesa maestà”!
Teso all'impoverimento intellettivo dei “sottoposti”! 
Solo un cerchio magico di collaboratori sono PORTATORI DEL VERBO! 
Tutto il resto ... decerebrati a cavezza ...

Abbiamo necessità, invece, di riscoprire il senso primordio del Coaching …

Quello del coach che guida sul lavoro i propri collaboratori e declina questi verbi:

Guidare

        Istruire

                Formare

                        Facilitare

                               Motivare

                                       Aiutare a crescere

                                               Sostenere la crescita


In un contesto di poca crescita e di forte crisi come quello odierno le derive sono facili … ma proprio quando la partita diventa difficile ecco che il campione prende la squadra per mano e la guida verso il raggiungimento degli obiettivi!


Investire in uomini e idee è la priorità!


Ancor più è priorità dare sfogo alle sinapsi del Team e lasciare che questi esploda le proprie connessioni creando innovazione … in un momento così complesso, come quello che viviamo, abbiamo bisogno che intelligenze estratte da vari percorsi culturali imparino a confrontarsi, a crescere e generare nuovi modi per affrontare vecchi problemi in contesti lavorativi motivanti e stimolanti.

Nei prossimi post proverò a disegnare un cammino di coaching dettato dall'esperienza sul campo! 
Non sono un divulgatore o formatore professionista ma un “lavoratore sul campo” che ha sempre desiderato di essere un coach all'altezza!

Alla prossima!



( Post non didattici ma espressione di esperienza lavorativa ultra-trentennale di lavoro, scritti e divulgati da persona non professionista della divulgazione  ne dell'insegnamento. Hanno titolo di opinione personale maturata sul "campo" )